Perché la legna è meglio di altri combustibili

Fonte di energia insostituibile. Il fuoco e la legna sono stati da sempre considerati come fonti primarie per il riscaldamento delle nostre case: combustibili insostituibili perché rinnovabili e ecologici, hanno da sempre in passato riscaldando le nostre abitazioni diventando nel corso degli anni una fonte unica nel suo genere.

La legna da ardere, secondo le sue proprietà può essere impiegato per diverse applicazioni soddisfacendo tutte le esigenze di uso domestico e non dimostrando di essere un combustibile naturale che nel corso dei secoli è riuscita ancora a essere un’ottima fonte di energia.

La legna da ardere fa parte della categoria dei biocombustibili solidi e ancora oggi è considerato uno dei combustibili più usati: circa un 1/3 della popolazione mondiale sfrutta la legna da ardere come fonte di riscaldamento essendo notevolmente più reperibile e facile da gestire.

Una caratteristica da considerare è il grado di umidità: il legno una volta tagliato racchiude in se una quantità di acqua che potrebbe compromettere il suo potere calorifico in fase di combustione.

La legna in fase di combustione rilascia un potere calorifico che oscilla tra i 3.280 kcal/kg e i 4.360 kcal/kg e ciò è dovuto anche alla specie e alla famiglia di appetenza.

Essendo un combustibile ecologico e rinnovabile, la legna da ardere è un valido sostituito ad altri combustibili fossili quali il carbone molto inquinante e tossico.

Essa è facile da trovare ed è possibile scegliere tra diverse tipologie di legna a seconda della stagione e del periodo dell’anno.

Economica e facile da trovare la legna da ardere è stata per anni una vera e proprio fonte di guadagno per aziende del settore.

L’aumento della popolazione ha comportato un aumento della domanda di energia a basso costo e ciò ha determinato che in diversi Paesi il consumo di legna da ardere sia gradualmente aumentato rischiando di diventare superiore all’effettiva disponibilità naturale messa a disposizione dalle foreste.

Ciò potrebbe comportare un notevole incremento del tasso di disboscamento e di deforestazione.

Per fortuna tale fenomeno è facilmente gestito sia in Italia che in Europa grazie sopratutto al sistema normativo esistente che garantisce una tutela non solo delle superfici boschive ma anche la salvaguardia della sua ricrescita determinando negli ultimi anni un aumento della percentuale di alberi per porzione di superficie.

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