Gravidanza: le domande da rivolgere al pediatra

gravidanza pediatra procreazione assistitaE’ importante scegliere il pediatra giusto e sono molte le cose che dobbiamo tenere in considerazione durante questa scelta. Le domande elencate qui di seguito ti aiuteranno a stabilire un dialogo utile con il tuo pediatra. Sicuramente ne avrai da porre anche altre.

-Quali sono le sue qualifiche e la sua preparazione?

-Lei è iscritto all’albo? Se non lo è, lo sarà presto?

-Con quali ospedali è convenzionato?

– Ha delle agevolazioni con l’ospedale in cui partorirò?

– Farà lei la visita di controllo al bambino appena nato?

– Se sarà maschio, gli farà lei la circoncisione (se vogliamo che sia fatta)?

-Qual è la sua disponibilità?

-Un bambino gravemente malato può essere visitato il giorno stesso?

-Come possiamo contattarla in caso di emergenza o dopo l’orario di visita?

-Chi risponderà se lei non è disponibile?

-Richiama le persone che hanno telefonato il giorno stesso?

È interessato a problemi di prevenzione, sviluppo e comportamento?

– Qual è il suo metodo di lavoro?

-Fornisce delle indicazioni scritte per la cura dei bambini sani e di quelli malati?

-Qual è il suo onorario?

-Il suo onorano si adegua alla nostra assicurazione?

– Qual è il pronto soccorso o il centro per le emergenze più vicino (a casa nostra) dove, se necessario, potrebbe indirizzarci?

– Riflettere sulla visita dal pediatra

Alcuni problemi si possono risolvere soltanto analizzando le tue sensazioni dopo aver incontrato il pediatra. Qui di seguito riportiamo una lista di argomenti di cui tu e il tuo partner potrete discutere dopo l’incontro.

– Le teorie e le scelte del medico, ad esempio l’uso di antibiotici e altri farmaci. il modo di educare il bambino e le relative credenze religiose, sono accettabili per noi?

– Il medico ci ha ascoltato?

– Era veramente interessato ai nostri problemi?

– È una persona con la quale ci sentiamo a nostro agio?

– Il suo studio è confortevole, pulito e luminoso?

-Il personale dello studio è cordiale, aperto e disponibile al dialogo?

Se hai una convenzione con una struttura sanitaria (anche la clinica presso la quale hai eseguito il percorso di fecondazione o inseminazione artificiale come il centro di procreazione assistita) in cui è presente un gruppo di medici pediatri, fissa un appuntamento con uno di loro. Se sei in conflitto con questo medico e non la pensate allo stesso modo su questioni importanti, puoi scegliere un altro pediatra. Chiedi informazioni e consigli al difensore dei diritti del malato della tua zona.

Concepimento durante la contraccezione

Se concepite mentre avete ancora la spirale, le possibilità di aborto spontaneo sono maggiori. Andate subito dal medico, perché la spirale deve essere rimossa e lo si può fare soltanto nei primissimi mesi di gravidanza. A volte i medici consigliano un’interruzione di maternità. Questo non è necessario se desiderate avere il bambino: qualora fosse troppo tardi per togliere la spirale, questa verrà espulsa con la placenta dopo una gravidanza e un parto il più delle volte senza complicazioni.

È possibile concepire mentre usate la pillola se dimenticate di prenderla uno o più giorni, se state assumendo antibiotici o se avete lo stomaco disturbato e vomitate, perché in tal caso gli ormoni non vengono assorbiti. Se avviene il concepimento e continuate a prendere la pillola per parecchi mesi mentre siete incinte, c’è qualche lieve rischio che il bambino presenti anomalie congenite. Nella grande maggioranza, però, le donne che hanno preso la pillola durante la gravidanza hanno partorito bambini sani e normali.

A volte il medico, per accertare se una donna è incinta, prescrive pillole contenenti estrogeni e progesterone. Per loro effetto, se la gravidanza non è in atto, compaiono le mestruazioni. Queste pillole contenenti ormoni comportano per il bambino gli stessi rischi malformativi della pillola anticoncezionale: meglio optare per metodi diagnostici più sicuri.

Gravidanza e Sterilità e inseminazione artificiale

Si definisce sterile la coppia che trascorso un periodo di 24 mesi di rapporti sessuali in assenza di contraccettivi in periodi fecondi non è riuscita a concepire.

Questa definizione, per quanto precisa, non prende in considerazione diversi fattori.

Primo fra tutti è l’età, le donne hanno il massimo livello di fertilità fra i 20 ed i 24 anni d’età, a 30 anni si presenta il primo declino per poi diminuire drasticamente dopo i 40.

Una donna che sta programmando una gravidanza a 20 anni ha il 30% di probabilità ogni mese di rimanere incinta, a 30 la percentuale scende al 25% , cala al 20% a 35 anni fino a giungere 10% dopo i 40.

Questo si traduce nel fatto che se per una giovane coppia, dopo un anno di tentativi, ancora non si è concretizzata una gravidanza ha ancora un po’ di tempo prima di doversi rivolgere ad uno specialista.

Per una coppia più avanti d’età è bene che dopo 18 mesi di tentativi consulti un medico.

Anche il numero di rapporti sessuali ha la sua incidenza, è consigliabile, quindi, avere 3 rapporti a settimana al fine del concepimento. Averne uno fa diminuire le probabilità della metà, oltre i tre non aumentano.

L’aspetto dell’età è da valutare anche nelle coppie ipofertili, ossia quelle che pur non manifestando alcun sintomo di infertilità hanno difficoltà a concepire, e nelle coppie colpite da sterilità secondaria, ossia le coppie che hanno precedentemente avuto un bambino ma che ora non riescono ad averne e devono quindi ricorrere all’ausilio del concepimento assistito o artificiale.

Una regola di base è, entro i 36 anni, aspettare 18 mesi di tentativi non andati a buon fine prima di rivolgersi a un specialista, dopo i 36 anni bisogna muoversi in anticipo dato che l’età stessa diventa un fattore di sterilità.

Grazie alla ricerca sono stati scoperti strumenti quali la fecondazione assistita e l’inseminazione artificiale che, oggi, permettono a molti la possibilità di avere una gravidanza.

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